Elmer l’elefante e il fascino della diversità


La copertina del libro nell’edizione italiana

“Elmer l’elefante variopinto” è il capostipite di una serie di libri per bambini (con oltre 30 titoli) che ha per protagonista l’allegro elefantino a colori di nome Elmer. L’opera nasce dalla fantasia dello scrittore e illustratore inglese David McKee ed è stata pubblicata per la prima volta in Inghilterra nel 1968, per poi essere rieditata nel 1989.

Per creare questo personaggio, McKee ha preso spunto dalle opere del pittore tedesco Paul Klee, in bilico fra astrattismo, surrealismo ed espressionismo. Nel libro il colore diventa sinonimo di diversità e la diversità è ciò che rende speciale il nostro amico. Elmer, infatti, invece di essere del solito color elefante come tutti i suoi simili, è di tutti i colori: rosa, rosso, arancione, verde, blu… e questo lo rende immediatamente riconoscibile dagli altri abitanti della savana. Quando passeggia fra i baobab, con tutti quei colori, Elmer trasmette buonumore e allegria. E poi è famoso per i suoi scherzi: quando c’è lui in giro, i suoi amici ridono come pazzi.

Un giorno, però, Elmer si sveglia e viene assalito da un dubbio: non sarebbe meglio essere del colore di tutti gli altri elefanti? Forse gli altri ridono di lui perché è così diverso. Elmer è triste, ma solo perché non ha ancora capito che i suoi amici ridono CON lui e non DI lui. Allora… Be’, per sapere come finisce la storia, dovrete leggere il libro. In Italia è stato pubblicato dalla casa editrice Mondadori, per la traduzione di Andrea Molesini.

“Elmer l’elefante variopinto” è un libro che vale la pena di avere sui propri scaffali: la storia riesce a raccontare con leggerezza l’incanto della diversità e le semplici e coloratissime illustrazioni rendono il libro fruibile anche per un pubblico di pre-lettori. Sono decenni, oramai, che il variopinto Elmer diverte intere generazioni, insegnando loro che essere diversi ci rende speciali, che è una forza e non una debolezza. Dopotutto, come diciamo dalle nostre parti, il mondo è bello perché è vario. E chi meglio del nostro amico a colori ce lo può insegnare?

 

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