Alzi la mano chi non ha mai letto “L’isola del tesoro” di Robert Louis Stevenson! Credo che di mani alzate ce ne siano ben poche, e per quelle poche… che aspettate?!? Scoprirete sin dalle prima pagine una storia affascinante di vecchie canaglie di mare e di un tesoro immenso nascosto in un’isola sperduta.
Il libro ha per protagonista il giovane Jim Hawkins (anche voce narrante del romanzo) che, dopo l’incontro-scontro nella locanda dei suoi genitori con il pirata Billy Bones e il ritrovamento – alla morte di quest’ultimo – di una vecchia mappa del tesoro, si imbarca con il dottor Livesey, il signor Trelawney e alcuni uomini di fiducia alla ricerca della leggendaria isola. Tutto si complica quando gli uomini che hanno ingaggiato come marinai per accompagnarli nel lungo viaggio si rivelano essere pirati avidi e sanguinari, molti dei quali in passato hanno lavorato alle dipendenze del temibile Capitano Flint e anch’essi alla ricerca del tesoro.
Tra questi, vi è Long John Silver, capocuoco ed ex-quartiermastro dello spietato filibustiere. Un personaggio diventato iconico e indubbiamente uno dei ritratti più riusciti della letteratura universale: l’ambiguità è il suo tratto distintivo, e va ben al di là del semplice oscillare fra bene e male. Silver, durante tutto il romanzo, passa dalla ferocia più sanguinaria a un’umanità inaspettata; è sempre pronto a cambiare bandiera per salvarsi la pelle, ma le sue azioni – anche se dettate dall’opportunismo – dimostrano un indomito coraggio e salvano più volte la vita al giovane Jim, per cui Silver nutre un rispetto che a volte sembra sconfinare in un affetto quasi paterno. Un uomo dal carattere difficilmente decifrabile, carismatico tanto quanto temuto, che riesce sempre a cavarsela nel migliore dei modi e per cui non si può fare a meno di provare una certa simpatia.
E se Long John Silver rimane un personaggio indimenticabile e il romanzo di Stevenson attraversa il tempo inalterato nella propria freschezza e intensità, oggi ci sono anche altri libri sui pirati che popolano le nostre librerie e che ci fanno sognare di oceani, viaggi e tesori nascosti (a tal proposito, molto interessante l’articolo apparso sulla rivista Andersen, mensile dedicato alla narrativa per l’infanzia). Fra questi, mi ha colpito in particolar modo “Susan la piratessa”, di Carola Susani e illustrato da Simona Mulazzani (Editori Laterza), proprio per la sua inusuale protagonista femminile in un mondo dominato dagli uomini.
Tra galeoni di pirati che compiono scorribande per i sette mari si nasconde lei, Susan, una giovane inglese coi capelli tagliati corti e vestita da maschio. Perché lei sogna le onde dell’oceano, mondi nuovi e sconosciuti e non disdegna nemmeno i bastimenti da depredare! La sua storia è ispirata alle vere vite di Anne Bonny (1702-1782) e Mary Read (1685-1721), due piratesse realmente esistite e che, sotto il comando di Calico Jack, hanno dato vita a una delle più temibili ciurme di bucanieri che abbiano solcato il mar dei Caraibi.
*Il presente blog non detiene alcun diritto sulle immagini che compaiono in quest’articolo, che sono qui riportate unicamente a scopo illustrativo.


