Il grande libro dei mestieri


In questo periodo di segregazione forzata, in cui i bambini non possono ancora tornare sui banchi di scuola, cosa c’è di meglio che impiegare il proprio tempo per riscoprire dei bei libri da leggere?

Ce n’è uno in particolare che mi ha subito colpito, anche grazie alle simpatiche illustrazioni dalle linee morbide e tondeggianti, che riempiono l’intera pagina: Il grande libro dei mestieri” di Eric Puybaret, per la traduzione di Anselmo Roveda. Quante volte vi avranno chiesto, da piccoli: “Che lavoro vorresti fare da grande?”. E la vostra fantasia prendeva il volo…

Beh, il libro risponde a questa domanda con tanti esempi divertenti: cosmonauta, per gli amanti degli incontri strani nello spazio; pasticcere o pasticciera, per riempire il mondo di torte fantasmagoriche. Oppure capitano o capitana, per navigare sugli oceani di tutto il globo. O magari maestro o maestra, ma in una scuola speciale, diversa da tutte le altre, dove le lezioni si tengono in aule senza pareti e gli alunni entrano in classe grazie a un grande scivolo.

La scuola speciale e super divertente descritta nel libro.

Tutti i mestieri descritti sono corredati da graziose illustrazioni a tutta pagina, dove i protagonisti sono un bambino e una bambina. Anche perché ogni lavoro elencato è declinato sia al femminile che al maschile. “Il grande libro dei mestieri”, infatti, fa parte della collana “Sottosopra” di Giralangolo, tutta dedicata ad albi illustrati sull’identità di genere e a combattere gli stereotipi. Il testo è semplice, adatto ai primi lettori, ma grazie alle vistose illustrazioni che accompagnano ogni nuovo mestiere, anche i prelettori potranno gustarsi questo libro, magari aiutati nella lettura da un adulto.

E per tornare alla domanda “Che lavoro vorresti fare da grande?”, vi confido che da piccola sognavo di fare la ballerina classica. Mi immaginavo a volteggiare sulle punte, avvolta nel mio tutù rosa, sui palcoscenici di tutto il mondo.

I due piccoli protagonisti all’opera su un grande palcoscenico.

E sorrido ancora se ripenso a tutti i disegni di ballerine con cui tappezzavo la mia cameretta. Poi cresciamo e i sogni possono anche cambiare, ma l’importante è che ci siano stati e che continuino ad esserci, perché apportano sempre creatività e un pizzico di follia nelle nostre vite.

 

*Le foto presenti in questo post sono state scattate personalmente dall’autrice del post.