Natale è già passato, ma i giorni di festa non sono finiti. E in questo periodo è sempre bello riscoprire un classico che da oltre 150 anni popola la nostra fantasia con i suoi personaggi indimenticabili, che nel tempo hanno influenzato scrittori, registi, disegnatori. Sto parlando di “Canto di Natale” di Charles Dickens, un capolavoro che dal 1843 (anno della sua prima pubblicazione) allieta i nostri Natali, sia sotto forma cartacea, sia in pellicola che come cartone animato (proprio qualche giorno fa, Rai3 ha mandato in onda “A Christmas Carol”, questo il titolo originale dell’opera, per la regia di Robert Zemeckis).
Ma che cos’è che rende così speciale “Canto di Natale”? Innazitutto, è pervaso da quella leggera vena ironica, tipica del popolo inglese, che rende ancora più acuta la critica sociale che dalle pagine del libro Dickens fa della classe abbiente della società vittoriana dell’epoca e, al contempo, modera gli eccessi patetici e moralistici, impedendo che l’opera si trasformi in uno smielato racconto sul miracolo del Natale.

La locandina della pellicola in 3D di R. Zemeckis
Eppure di miracolo si tratta. Perché il testo dickensiano giunge intatto fino a noi, che ne godiamo ogni pagina come i lettori dell’epoca, che ci gustiamo, comodamente seduti in poltrona, la conversione di Ebenezer Scrooge, che da insensibile avaro – grazie alla visita di tre spiriti natalizi – si trasforma in una persona amabile e generosa, un uomo nuovo che riesce finalmente a comprendere la bellezza di un gesto semplice come quello della condivisione.
La penna di Dickens riesce a regalarci, unendo sentimento religioso e credenze popolari in una trama fiabesca e dai tratti dark (tipici dell’epoca), uno dei personaggi più celebri della narrativa mondiale, che ci trasmette un messaggio di amore semplice e diretto, con una forza tale da superare i secoli e da farci dimenticare i peccati di eccesso e di gusto, legati indissolubilmente all’epoca in cui fu scritta l’opera e sparsi quà e là fra le pagine del libro.
Ora non mi resta che augurarvi Buone Feste, con l’augurio che, insieme a “Canto di Natale”, possiate godere di tanti magnifici capolavori letterari.
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