“Il Viaggio di Dante – Un’avventura infernale” è una simpatica rivisitazione in chiave infantile della celebre Divina Commedia di Dante Alighieri, con testo di Virginia Jewiss e illustrazioni di Aline Cantono di Ceva, pubblicato da Mandragora qualche anno fa.
Tutti conoscono Dante, il poeta fiorentino che ha creato una delle opere più grandiose che esistano al mondo. È talmente noto che – oso dire (e a ragione!) – lui e il suo capolavoro fanno parte del patrimonio dell’umanità, e le scene tratte dalla Divina Commedia così conosciute che sono entrate a far parte dell’immaginario collettivo.
In “Il viaggio di Dante”, invece del Dante poeta che smarrisce «la dritta via», troviamo un bambino di nome Dante che, stanco dei rimproveri di mamma e papà, una notte decide di fuggire insieme al suo pupazzo Virgilio. Anche loro, però, complice il buio, si perdono e si ritrovano davanti a un antro oscuro che recita le seguenti, profetiche parole: «Lasciate ogni speranza voi ch’entrate, ché qui rivivrete le vostre sgridate».

Seppur esitanti e spaventati, entrano e trovano il traghettatore dagli occhi di bragia, a cui seguono i cattivoni che sono stati rinchiusi in quel luogo per scontare la pena dei loro peccati: i golosoni, che si sono abbuffati di dolci; gli avari, che tengono sempre tutto per sé; gli iracondi, che troppo spesso si lasciano prendere dalla rabbia; i violenti, che hanno fatto del male agli amici; i bugiardi, che hanno detto infinite menzogne, e infine quelli che hanno sbarrato la porta all’amore e che hanno ora il cuore freddo come ghiaccio.
Dante capisce così che i suoi genitori lo sgridano solo quando fa il monello e che in realtà casa sua è un vero paradiso. Il viaggio è servito da lezione! Così Dante e Virgilio fanno ritorno a casa e possono ora addormentarsi placidamente cullati dalla luce delle stelle.

Scritto in versi con rima baciata, il libro “Il viaggio di Dante” ha un linguaggio fresco e spiritoso, e ben si presta a un giovanissimo pubblico di lettori che, divertendosi, possono anche imparare come, a volte, cose apparentemente banali come una piccola bugia o un capriccio possono in realtà ferire le persone intorno a noi.
