Il Grinch del Dr. Seuss, un grande classico sotto l’albero


Si avvicina il Natale e quest’anno troviamo sotto l’albero un regalo un po’ bizzarro, che niente ha a che fare con i buoni sentimenti di questa festa… o forse sì? Parliamo del Grinch del Dr. Seuss, capolavoro della letteratura per bambini.

Il libro del Dr. Seuss in America è un classico: è stato pubblicato infatti per la prima volta nel 1957 e da allora ha sempre incontrato i gusti di intere generazioni di piccoli lettori. In Italia è arrivato invece molto più tardi. Pensate che la prima edizione è di Mondadori e risale al 2000, splendidamente tradotta da Fiamma Izzo e Ilva Tron. Il testo è tutto in rima, con le divertenti illustrazioni per la firma dello stesso autore.

La copertina dell’edizione italiana

Tra l’altro, il 2000 è l’ anno in cui uscì l’adattamento cinematografico dell’opera con protagonista Jim Carrey, che qualcuno conosce forse più della versione in carta stampata. Quest’anno, invece, è appena arrivato nei cinema il cartone animato, perciò questo titolo cade proprio a pennello.

Il Grinch è un mostriciattolo verde e peloso che vive isolato come un eremita sul monte Briciolaio. Odia profondamente il Natale e un giorno, amareggiato e disgustato, decide di rovinare questa festa ai Non-so-chi, abitanti di Chi-non-so, che amano invece particolarmente le festività natalizie.

Il Grinch, astuto e subdolo,

[a] forza di pensare,

ebbe un’idea tremenda!

Una splendida idea…

SPLENDIDAMENTE ORRENDA!

Decide di travestirsi da Babbo Natale e, come tocco di perfezione alla sua perfida idea, traveste da renna anche il fido cane Max. Così alla vigilia, mentre tutti dormono in attesa della grande festa dell’indomani, si intrufola nelle case degli abitanti di Chi-non-so e ruba loro tutti i doni. Ma non solo! Porta via anche tutto il cibo dai loro frigoriferi, in modo che non abbiano neanche da mangiare, e persino le decorazioni natalizie. Carica tutto sulla sua slitta, che trascina poi fin sui dirupi del monte Briciolaio, ben deciso a buttarla di sotto.

In attesa di portare a termine il suo perfido piano, si mette in ascolto, già pregustandosi la disperazione collettiva dei Non-so-chi al momento dell’amaro risveglio. Ma, con suo grande stupore, invece di pianti e lacrime, ciò che ode sono solo canti di gioia. Immaginatevi la sua delusione!

E tutto il suo lavoro? Tutta quella razzia

per bloccare il Natale e fermare l’allegria?

«Macché» si disse il Grinch sconcertato e perplesso:

«Il Natale è venuto! È venuto lo stesso».

Il Grinch inizia così a comprendere che forse il Natale non è fatto solo di doni, cibo e altre cose materiali, ma di ben altra sostanza. E poi?

Beh, voglio lasciare il piacere della scoperta a tutti quelli che il libro non l’hanno mai letto. E a quelli che invece l’hanno già fatto o hanno visto il film, lascio volentieri il piacere della riscoperta, perché il Grinch del Dr. Seuss è uno di quei capolavori che non passano mai di moda.