“Pequeñas historias del globo” è un libro straordinario, una raccolta di brevi racconti che hanno tutti per protagonisti i bambini: Anke, Chacho, Yayamma, Marcel. E ancora Mey, Claudia, Hamir, Olaf e molti altri. La peculiarità è che tutti questi bambini non si incontrano mai, ma sono comunque legati indissolubilmente gli uni agli altri.
Eh già! Perché le storie, benché ambientate ai quattro angoli del globo, si sfiorano, si accarezzano, si intersecano in stupefacenti arabeschi, con personaggi e luoghi che compaiono a più riprese all’interno del libro. C’è il piccolo colombiano, costretto a guadagnarsi il pane vendendo noci di cocco sulla spiaggia in compagnia del buon vecchio Efraín; c’è la figlia di un diplomatico, la cui vita girovaga sicuramente le offre innumerevoli vantaggi, ma ogni volta che deve lasciare il nuovo paese e i nuovi amici le si spezza il cuore. E poi ancora, piccoli profughi, spose bambine, adolescenti di oggi…

Il vecchio Efraín e il piccolo colombiano
Partendo da Berlino, passando per l’Africa e il Sudamerica, torniamo infine in Europa, a Barcellona. Ed eccoci giunti alla seconda parte del libro: tante storie di giovani diversi, sullo sfondo della meravigliosa città catalana, crogiuolo di tante culture. Come luogo d’elezione, quella che è il crocevia per eccellenza di una moltitudine di gente proveniente da tutto il mondo: la metropolitana (non a caso, qui la raccolta passa da “Pequeñas historias del globo” a “Pequeñas historias subterráneas”). È qui che si intrecciano le vite dei piccoli protagonisti, tutti emigranti, che nella città catalana cercano un riscatto alla loro non facile vita.
Storie semplici, che mostrano, nella prima parte, come possa essere ben diversa la vita a seconda di dove si nasca e si cresca; e nella seconda parte, cosa significhi essere un emigrante oggi, lasciando (costretto o di propria iniziativa) la terra d’origine per cercare una vita migliore in un paese economicamente più sviluppato.
Il libro, scritto da Àngel Burgas, è ottimamente concepito, perché non vi si trovano tracce di quella facile e stucchevole morale che potrebbe vedere la luce da queste premesse. Inoltre, è arricchito dalle splendide e originali illustrazioni di Ignasi Blanch, realizzate con la tecnica della china e del colore a caffè.

La copertina originale del libro
L’autore è riuscito a comporre questo mosaico di realtà con una semplicità che arriva diretta al cuore del lettore, e che fa riflettere su temi quanto mai attuali. Perché la Barcellona del libro potrebbe essere Roma, Parigi, Londra, New York. L’importante, sostiene lo scrittore in un intervento alla fine del libro, è capire come tutti nasciamo con gli stessi diritti, ma che, per svariate circostanze, una gran parte della popolazione soffre la fame, il freddo, la povertà. Ecco perché è importante parlare di questi temi, coinvolgendo anche i genitori. Chiedete – incoraggia Burgas – fate domande! Per capire, per sapere, per conoscere… Solo così, infatti, sarà possibile un mondo migliore.
L’opera purtroppo non è ancora stata tradotta in italiano. In Spagna è uscita nel 2003 per la Editorial Bambú e potete reperirla online. In ogni caso, spero riuscirete in qualche modo a farla arrivare ai vostri figli, perché questo è un libro che vale veramente la pena di leggere.
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