Qualche mese fa, nell’ambito delle XIV Giornate della Traduzione, ho assistito a una bella conferenza di Francesca Novajra (traduttrice dal francese e dall’inglese) dal titolo “Albi illustrati, teatro dell’immaginazione”, da cui ho tratto l’ispirazione per questo post.
Molte volte avremo sentito la parola “albo illustrato”, ma nell’immenso universo della letteratura per bambini può diventare difficile collocarlo con esattezza. Con questo termine (in inglese picturebook) si intende un testo dove sono le parole e le immagini insieme a creare il senso della storia. Un’interazione che ben rappresenta l’anima caleidoscopica della narrativa infantile e che ha saputo dare vita a veri e propri capolavori!
Mi viene in mente “Il libro sbilenco” di Peter Newell, edito in Italia nel 2007 da Orecchio Acerbo per la traduzione di Marco Graziosi. Pagina dopo pagina, veniamo sballottati attraverso la città insieme alla carrozzina del piccolo Bobby, sfuggita di mano alla tata distratta proprio su una strada in pendenza. E in discesa è anche il formato del libro, così come il carattere tipografico e le illustrazioni realizzate dallo stesso autore (per l’edizione italiana il libro è stato ridisegnato da Cira Viggiano). Una vera e propria perla di creatività! E nell’attesa di leggerlo, potete guardare intanto il divertente booktrailer.

Copertina de “Il libro sbilenco” di P. Newell, pubblicata da Orecchio Acerbo Editore
Penso poi al più recente “Bestiario immaginario” dello scrittore inglese Roger McGough, edito in Italia nel 2013 da Gallucci per la traduzione di Franco Nasi, con testo inglese a fronte. Facendo scorrazzare le parole per la pagina e accompagnando ogni personaggio del bestiario con un’illustrazione realizzata da McGough in persona, l’autore prende gli animali che tutti noi conosciamo e ne cambia radicalmente l’identità con la sua insuperabile creatività e fantasiosi giochi di parole. In questo Nasi, traduttore, saggista e professore all’Università di Modena e Reggio Emilia, non è da meno! Grazie alle sue “traduzioni aperte” (bellissima, a tal proposito, la sua prefazione all’edizione italiana) e al suo finissimo senso del ritmo, possiamo godere di una resa superba e scoprire tutti gli esseri incredibili – a metà fra realtà e immaginazione – che popolano la fantasia di McGough (e di Nasi!).

Pagg. 16 e 17 di “Bestiario immaginario” di R. McGough, pubblicato da Gallucci Editore
Di esempi eccellenti ce ne sarebbero a bizzeffe, ma anche solo questi due bastano per capire come, con un albo illustrato, non possiamo limitarci alle sole parole scritte. Difatti la rilegatura, il tipo di materiale utilizzato, le illustrazioni, i giochi carto-tecnici (vera rivoluzione degli anni ’60) e tutto ciò che di materico contribuisce a creare il libro, diventano elementi basilari e a cui dobbiamo dare la loro importanza.
Perché i libri sono belli non solo da leggere, ma anche da guardare e da toccare!
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