Eccoci di nuovo on-line dopo un’assenza di oltre due mesi. Giustificata, però, da un corso di perfezionamento emozionante e ricchissimo di contenuti, che mi ha tenuta impegnata per ben cinque fine settimana: Tradurre la letteratura per ragazzi. Albi illustrati, classici, young adult, organizzata dalla Fondazione Universitaria San Pellegrino, con docenti d’eccezione: Franco Nasi, Anna Rusconi, Simona Mambrini, Maurizio Bartocci, Valentina Daniele e Beatrice Masini, che hanno, sì!, sottolineato la difficoltà di questo lavoro, ma ne hanno soprattutto trasmesso la passione.

Diploma FUSP per il corso “Tradurre le letteratura per ragazzi”, I edizione 2016
Cinque week end che mi hanno permesso di esplorare da più punti di vista quello che è il mestiere del traduttore nell’ambito della narrativa per bambini e ragazzi, un settore affascinante e complesso, che i numeri determinano come quello trainante della nostra editoria. Un corso che mi ha fatto anche prendere coscienza di una grave mancanza che ho avuto nel redigere fino ad oggi questo blog, ovvero l’essermi dimenticata di menzionare i traduttori o le traduttrici dei libri di cui ho scritto. Mancanza doppiamente deplorevole, se pensiamo che ho una formazione da traduttrice e che, nonostante le varie vicissitudini private e lavorative, questo è il lavoro che vorrei fare per tutta la vita. Una colpa per cui cerco di fare ammenda proprio in quest’articolo. Perché, come scriveva Susan Sontag,
la traduzione è il sistema circolatorio della letteratura universale.
E dovremmo ricordarcelo sempre, dando ai traduttori il giusto riconoscimento del loro lavoro intellettuale, proprio come faremmo con qualsiasi autore. Perciò, se ho potuto recensire Piccole donne e Christian il leone è stato anche grazie al lavoro, rispettivamente, di Fausta Cialente (un’ottima traduzione, anche se un po’ datata, visti i ricorrenti “giuochi”,”rinunziare” e simili) e di Gualtiero de Marinis.

Quello del traduttore è un ruolo di cui non dovremmo mai dimenticarci, perché permette la libera circolazione dei libri e dunque delle idee, in un mondo che non può che beneficiare dal confronto con gli altri, ma che ha bisogno di esperti e competenti “costruttori di ponti” affinché questi confronti possano aver luogo nel modo migliore.
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