ENOGASTRONOMIA


 

SCOPRI IL MIO SERVIZIO DI TRADUZIONE PER L’ENOGASTRONOMIA

 

Quante volte ti è capitato di andare all’estero e di vedere nel menu di qualche ristorante i piatti tradotti in maniera completamente errata o troppo letterale, magari creando anche imbarazzanti doppi sensi?

Ecco perché, se possiedi un’attività che opera in questo settore, è importante affidarsi a una professionista che – oltre che offrire un servizio di traduzione per l’enogastronomia – sappia anche localizzare i tuoi testi.

 

Tipologie di testi che posso tradurre e localizzare per te

Fra i vari tipi di testi di enogastronomia che traduco ci possono essere:

  • siti web specializzati
  • libri di cucina
  • articoli gastronomici
  • menu
  • materiale culinario
  • blog di cucina

 

Se deciderai di affidarti al mio servizio di traduzione per l’enogastronomia, non avrai solo una traduzione dei tuoi contenuti, ma una localizzazione studiata. Così riuscirai a veicolare il messaggio più efficace per il competitivo mercato enogastronomico italiano.

Ma cosa significa esattamente localizzare? Localizzare vuol dire adattare il testo originale dalla lingua di partenza a quella di arrivo. Dunque, potrebbe anche voler dire decidere di non tradurre il nome del piatto originale e optare invece per lasciare il nome della pietanza inalterato. Magari seguito da una breve spiegazione, in quanto il piatto in questione non esiste nella cultura di destinazione e la traduzione porterebbe a un effetto di ilarità non voluto.

Un esempio lampante, suggerito dalla traduttrice gastronomica Emily Monaco in un articolo per Atlas Obscura, mi permetterà di farmi capire meglio. Uno dei piatti tipici della cucina messicana sono i tacos sudados, letteralmente “tacos sudati”, ma tradurli alla lettera non credo renderebbe il piatto invitante per i clienti italiani, no? E rischia persino di comunicare un’idea completamente errata della cultura messicana.

Eh, sì! Perché la traduzione per l’enogastronomia ha molto a che fare anche con la cultura. Il cibo e le bevande, infatti, sono elementi distintivi  e identitari di ogni paese. È attraverso ciò che mangiamo e beviamo in un paese che possiamo riuscire a conoscerlo.

All’interno del variegato mondo delle traduzioni, infatti, l’enogastronomia è un settore molto complesso Personalmente, ritengo che siano tre le caratteristiche fondamentali che dovrebbe avere chi opera in questo campo:

  • una solida formazione nel settore di riferimento
  • una profonda conoscenza della cultura dei paesi dalle cui lingue traduce
  • ottime capacità di scrittura nella propria lingua madre

Io, per tua fortuna, sono una di loro! Ho una solida formazione nel settore dell’enogastronomia, corroborata – oltre che dalla frequentazione del Master in Traduzione presso la Unversidad de Córdoba, in Spagna – anche dall’esperienza professionale presso una delle più prestigiose cantine di sherry di Jerez de la Frontera, Bodegas TradiciónHo vissuto a lungo sia in Inghilterra che in Spagna e conosco bene le culture, anche culinarie, di entrambi i paesi. Infine, ho una grande passione per la scrittura creativa, come puoi ben vedere dal mio blog.

In questi anni ho potuto affrontare diverse tipologie di testi enogastronomici, ad esempio:

  • menu di ristoranti
  • menu di bar/locali di tapas
  • ricettari

Mi sono perciò misurata con tutti quegli elementi insidiosi che compongono la traduzione enogastronomica: nomi di pietanze; ingredienti tipici di un determinato paese, ma talvolta sconosciuti in quello per cui il testo deve essere tradotto; unità di misura; nomi propri di prodotti, e così via.

Tutti quanti devono essere sempre studiati con estrema attenzione, affinché il pubblico target possa ricevere un testo che non dia adito a fraintendimenti e che sia piacevole da leggere.

 

NON VEDO L’ORA DI SAPERNE DI PIÙ SUL TUO PROGETTO!

 

Per concludere, mi affido di nuovo alle parole di Emily Monaco,

“un traduttore di menu deve essere un po’ come un traduttore di poesia: capace di plasmare la sfumatura culturale dell’originale in qualcosa che alletti, incanti e delizi l’avventore straniero. Perché un menu tradotto male è peggio di una brutta poesia.”